Riorganizzazione della macchina amministrativa

La crisi della precedente amministrazione comunale, conseguente alla sfiducia del Consiglio comunale nei confronti del Sindaco, è avvenuta in un quadro di grandi criticità per la città di Spoleto.

La pandemia ha accentuato le dinamiche di crisi che hanno coinvolto tutti i territori, tutte le città. Spoleto si trova in una condizione di ulteriore difficoltà dovendo sopportare anche la crisi sismica con tutte le sue conseguenze, soprattutto in un quadro locale dove la ricostruzione pubblica è sostanzialmente ferma, se non alle battute iniziali, nonostante siano trascorsi ormai cinque anni dal 2016.

Allo stato odierno, però, in relazione agli scenari sopra richiamati potremmo trovarci  di fronte ad un sistema di opportunità come mai in precedenza, legate al quadro di crisi mondiale, europeo, nazionale, regionale e locale, nel quadro interregionale del cratere del sisma richiamato.

Pertanto penso che la prossima Amministrazione debba assumere con estrema rapidità, vista la velocità dei cambiamenti sociali ed economici che caratterizzano la società contemporanea, un livello di consapevolezza del contesto generale pena la messa in campo di politiche fallimentari per il territorio e le sue comunità.

Questo comporta approcci differenti e innovativi alla pianificazione, programmazione e progettazione della attività della pubblica amministrazione  con un sistema di governance che non ricalchi gli schemi del passato, anche recente, caratterizzato dal totale immobilismo  delle amministrazioni. 

Pertanto  una efficiente macchina amministrativa rappresenta il pre requisito fondamentale per una efficace azione di governo in tutti i settori della amministrazione comunale e  deve essere modificata per affrontare le problematiche della società odierna.

Mio compito prioritario, se sarò eletto sindaco, sarà quello di avviare un processo di riorganizzazione e riqualificazione della macchina amministrativa che dovrà essere sempre più trasparente, partecipata e, soprattutto, a misura di cittadino in modo da costruire un tessuto istituzionale e amministrativo in grado di far fronte alle sfide dei nostri tempi.

Una delle maggiori criticità della macchina comunale è rappresentata dalla qualità del lavoro, dalla sua efficienza intesa come massima capacità di produzione con il minimo di risorse, di tempo e di spesa impiegati. Ritengo che elemento fondamentale per conseguire tale obiettivo sia una razionale distribuzione dei carichi di lavoro e la capacità di valutare la adeguatezza dell’impegno profuso da ciascuno nello svolgimento del compito assegnato con una conseguente valorizzazione del merito, della disponibilità oltre che delle competenze.  Tutto ciò potrebbe anche rendere necessario l’allontanamento o il ridimensionamento di figure apicali non competenti e la loro sostituzione.

Ho contezza che questo obiettivo potrà essere conseguito solo attraverso una motivazione e formazione permanente del personale che   determini una maggiore produttività e qualità del lavoro, il passaggio da una amministrazione formale e autoreferenziale a una più trasparente, partecipata e a misura di cittadino, ma modifichi anche gli stili  dell’approccio nei confronti dei cittadini stessi, in modo che questi  non considerino più la burocrazia un “nemico”  ma una risorsa. 

Per quanto attiene alla dimensione interna intendo innanzi tutto procedere alla ristrutturazione e messa in sicurezza dell’ufficio bilancio oggi depotenziato delle necessarie figure professionali e con il dirigente di settore dimissionario. Sarà quindi indispensabile procedere immediatamente al reperimento di figure professionali dotate delle necessarie competenze per perseguire in modo sistematico una parità di bilancio, per svolgere una efficace azione di contrasto alla elusione e alla evasione tributaria. “Pagare tutti per pagare meno”, uno slogan abusato in questi anni, deve diventare la linea guida della amministrazione in tema fiscale

Solo attraverso una veloce riorganizzazione si potrà anche avere contezza della esatta situazione finanziaria del comune di Spoleto in modo da poter incidere positivamente sulla vita dei cittadini e sulla economia locale. Dovrò trovare le risorse per abbattere la Tari, che incide negativamente sui bilanci familiari, cercando anche una diversa collocazione temporale della riscossione.

Sarà mia cura diminuire anche la tassa di soggiorno che grava sulle attività recettive aumentandone i costi con un impatto negativo  sui flussi turistici.

Intendo anche riformare e potenziare gli uffici tecnici cioè urbanistica e lavori pubblici oggi in affanno per carenza di personale a fronte di  tantissime pratiche da quelle relative alla ricostruzione pubblica e privata in seguito al sisma del 2016, a quelle del  110% con conseguenti ritardi nello smaltimento delle pratiche stesse. Ritengo pertanto necessario costituire un ufficio che si occupi di espletare unicamente le pratiche relative al 10 per cento in modo da dare sollecite risposte ai cittadini.

Intendo anche potenziate i sistemi informatici in modo da assicurare la massima integrazione tra le diverse banche dati. A tal fine ritengo necessaria la formazione di una sorta di comitato di redazione per l’armonizzazione dei contenuti digitali redatti e veicolati dal Comune, la gestione dei social e dei dispositivi smart anche a supporto di una maggiore digitalizzazione della intera comunità.

Ritengo anche necessario trovare una sede adeguata per il corpo della polizia municipale ora in locali decisamente angusti. Cercherò a tal fine di intavolare trattative con la regione per poter usufruire dei locali della ex Comunità Montana

Per quanto attiene alla dimensione esterna intendo instaurare rapporti più partecipativi con la regione. I comuni, che sono gli utilizzatori finali delle risorse comunitarie, hanno avuto un coinvolgimento insoddisfacente al momento della definizione dei programmi e delle politiche del territorio. Intendo quindi proporre  che nei tavoli partenariali attivati dalla Regione Umbria in relazione ai 5 obiettivi strategici del nuovo regolamento comunitario, la Amministrazione comunali trovano spazi di proposizione. In questo modo potremo sfruttare tutte le opportunità. 

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 SANITA’                                 

Uno dei motivi, se non il principale , per cui il Centro Sinistra ha perso alle ultime elezioni  regionali è stato la gestione della Sanità. E’ stato un errore pagato amaramente  ed a caro prezzo, anche perchè , va ammesso, la mala gestione perdurava da tempo. Il recupero del Centro sinistra  nella nostra città di Spoleto, non può esimersi, quindi,  dal riconoscimento  dei suoi errori macroscopici , che si sono protratti negli anni. 

Il primo errore è stato  una costante  sottovalutazione  del  problema.           

Quindi  è venuta  l’ incapacità di intraprendere      con fermezza  azioni  che  consentissero alla nostra città ed    alla nostra Sanità  di   mantenere un ruolo significativo   nel contesto Aziendale e Regionale.  

Chi si propone oggi come futuro Sindaco è consapevole di queste passate mancanze , ritiene   più che giuste le critiche avanzate dagli spoletini tutti e si impegna ad un comportamento più   trasparente e, in particolare,  meno passivo nei confronti di poteri extracittadini.

Il famoso “Documento dei Saggi”, promosso,  qualche anno fa, dai Sindaci Cardarelli e Mismetti,   per dare un senso a quel processo di integrazione Foligno-Spoleto che solo, ad oggi, può permettere una ragionevole “sopravvivenza” della nostra Struttura Ospedaliera, è stato inspiegabilmente accantonato e dimenticato , pur   contenendo riflessioni e progetti di indubbio interesse. 

La conseguenza di questo atteggiamento, interpretato, non a torto,  come una debolezza di Spoleto, ha fatto sì che una Destra , ormai ben radicata  in territori a noi vicini,  prendesse a pretesto la pandemia  per trasformare la nostra Struttura Ospedaliera in Ospedale Covid, nonostante dagli stessi Uffici Regionali  fossero stati espressi pareri tecnici contrari.

Dall’oggi al domani la nostra città è stata privata del suo Ospedale, esponendo a  pesanti disagi , in particolare, una fascia di popolazione anziana, fragile e con difficoltà  economiche.

Che il fine di questa operazione fosse quello di depauperare definitivamente Spoleto, dirottando altrove le sue risorse ,  lo ha dimostrato del resto  l’inerzia operativa e la conseguente incapacità, che   stiamo tuttora vivendo, di restituire agli spoletini la loro Struttura preCovid.

Tutto questo è intollerabile. 

Il mio Programma non può che avere, pertanto, come obiettivo prioritario, il ripristino dell’Ospedale. Perchè l’ospedale, è nessario ricordarlo, non è solo una garanzia sul fronte sanitario per il nostro territorio ( e quello limitrofo)  ed  un qualcosa che qualifica la nostra città,  ma anche una fonte di occupazione e di lavoro cui Spoleto non può,  non vuole e nè deve  rinunciare (fino a non molto tempo fa erano 607 i posti di lavoro USL “spoletini”). 

Ma, scendendo nei particolari e perseguendo le tracce fissate dal citato “Documento”, il mio impegno sarà quello di lavorare per una reale integrazione della nostra Struttura con quella di Foligno, in modo da costituire una sinergia di Servizi Pubblici nella quale il  bacino di utenza possa trovare   le risposte più appropriate alle sue esigenze. (Il che significa che così come gli spoletini potranno (e dovranno) rivolgersi al Presidio Folignate per specifiche prestazioni, allo stesso modo i folignati potranno (e dovranno), per le stesse ragioni,  rivolgersi a quello Spoletino .)

Qualora gli spoletini mi scelgano come loro Sindaco,  assicuro il mio impegno  per un   dialogo “serrato” con la Regione affinchè , nel prossimo PSR, il ruolo  del nostro Ospedale sia mantenuto e rispettato, pur auspicando interventi importanti e sostanziali anche sul versante della Medicina Territoriale. 

Fermo restando che Spoleto dovrà mantenere il pieno assetto dell’emergenza urgenza, che significa la presenza h24 di determinati specialisti  e la pronta reperibilità di alcuni servizi nevralgici come il LA e la Radiologia, si ritiene ragionevole che,   nell’ottica dell’integrazione,  il ruolo dell’ospedale di Spoleto sia caratterizzato da un’attività prevalentemente programmata, ma “programmata ”non deve essere inteso come “esclusivamente”.   C’è una serie di urgenze che troverà (e già trova) la sua destinazione assistenziale presso l’Ospedale di Foligno (Ictus, Infarto del miocardio necessitante di coronarografia ed angioplastica, Politrauma, Emorragia Digestiva) ma è del tutto evidente che le restanti urgenze potranno e dovranno trovare la loro riposta a Spoleto E’ semplicemente inimmaginabile il trasferimento in altra sede di una urgenza minore ovvero  di una tipologia che, se trasferita,   comprometterebbe in maniera pesante  la qualità di vita quotidiana di un anziano e della sua famiglia. 

Scendendo comunque nei particolari l’Ospedale di Spoleto si integrerà e si differenzierà da quello di Foligno sui seguenti 7 punti.

1) Medicina: a valenza geriatrica, (con un auspicabile collegamento con la Scuola di Specializzazione in Geriatria dell’Università di Perugia)  che  concretizzi anche  lo    sviluppo  di un’ OrtoGeriatria e di un’OncoGeriatria Aziendale.

2) Chirurgia:  grazie alla disponibilità del RobotDaVinci l’attività chirurgica sarà  prevalentemente sviluppata sul fronte oncologico.

3)  Cardiologia:  la degenza cardiologica sarà indirizzata, in sintonia con l’orientamento geriatrico della Medicina, alla gestione delle patologie cardiocircolatorie non     complicate (sindrome dello scompenso cronico)   e, soprattutto,  alla fase riabilitativa postacuzie.

4)  Ortopedia:  da svilupparsi come OrtoGeriatria Aziendale privilegiando il trattamento precoce  della frattura di femore.

5)  Ostetricia Ginecologia : nonostante più di uno  dei rappresentanti della Destra al Governo della nostra Regione     si sia  pronunciato  per la soppressione del Punto Nascita spoletino, il quale ha   sempre avuto numeri di tutto rispetto,  detto  Punto Nascita non può essere assolutamente     messo in discussione, essendo un riferimento essenziale sia per il Comprensorio Spoletino che per la Valnerina. 

6) un   discorso a parte meritano sia l’Urologia che l’Oncoematologia. La sede della prima , la cui attività è prevalentemente programmata e basata sull’utilizzo del Robot, non può che essere, nell’ottica di una differenziazione dei ruoli, che presso l’Ospedale di Spoleto. Lo stesso dicasi per la seconda, stante una Chirurgia prevalentemente oncologica , un Centro di RadioTerapia già attivo ed un Servizio di Cure Palliative operativo da anni.

L’hospice “Torre del colle” rappresenta una struttura qualificante della sanità spoletina.

Nella cultura odierna si è affermato il principio che la sofferenza appartiene alla vita ed è governabile dall’uomo, quindi l’attenzione si è spostata dalla malattia e dalla guarigione alla  qualità della vita come parte integrante e strutturale dei percorsi assistenziali sia per coloro che sono costretti a convivere con  una patologia cronica sia per coloro ai quali rimangono pochi mesi di vita.

L’hospice di Spoleto, che si avvale di professionalità sanitarie e volontari, è l’espressione di una medicina, e di una società, sempre più attenta a garantire il miglioramento della qualità della vita dei malati, cosidetti “terminali”, e un sostegno alle famiglie. Intendo, in collaborazione con le Associazioni dio volontariato, continuare a garantire all’hospice tutto ciò che è necessario per il suo funzionamento.

7) Una riflessione particolare va fatta anche nei confronti dei paletti fissati dal  Decreto 70 per quanto riguarda la costituzione di  Strutture Complesse.  Dal momento     che in Cardiologia, in Ortopedia ed in Chirurgia dovrà essere assicurata e gestita un’attività altamente differenziata nei confronti di quella folignate,  è opportuno  derogare da detti paletti e  confermare  anche per il futuro, a Spoleto,  la Struttura Complessa di   Cardiologia, di Chirurgia e di Ortopedia (ovvero la conferma dei relativi Primariati) . 

Medicina territoriale

Già nel “Documento dei Saggi” era ribadita la necessità di una profonda revisione della Medicina Territoriale la quale deve essere complementare e non alternativa a quella ospedaliera.  L’emergenza  Covid, peraltro,  ha dimostrato come solo l’efficienza  del territorio  è in grado  di impedire , oltrechè di fronteggiare,  ogni criticità del Sistema   Sanitario. I finanziamenti previsti dal RecoveryPlan , quindi,  saranno   impiegati per l’allestimento di quelle Strutture Intermedie (Ospedale di Comunità) del quale il nostro Comprensorio ha un inderogabile bisogno e che avrà indubbie e vantaggiose ripercussioni  anche sul  versante occupazionale.

Garantirò infine il mio massimo zelo  per una sostanziale revisione dell’attuale  sistema CUP Regionale  al fine di evitare, alla nostra cittadinanza, quelle peregrinazioni per l’intera Umbria  che significano, troppo spesso, non tanto qualità della prestazione ma  solo   disagi  ed inutili   spese . 

Cultura

La peculiarità di Spoleto è quella di possedere una grande tradizione culturale e un patrimonio storico-culturale, artistico, ambientale; la sfida per la prossima amministrazione sarà quella di fare di questo patrimonio il volano per uno sviluppo culturale ed economico attraverso una sua maggiore valorizzazione.

Ritengo necessario mantenere e aumentare gli investimenti per Teatro Lirico Sperimentale,  fondato nel 1947, garantendo gli spazi necessari per la sua attività e facendomi promotore presso la Regione affinchè il Lirico abbia maggiori finanziamenti.

Grande attenzione sarà riservata anche allo Spoleto Festival, tenuto anche conto che il Sindaco è il Presidente della Fondazione Festival,  ricercando nuovi sponsor privati e solide realtà imprenditoriali che, come negli anni passati, possano dare il loro contributo in termini economici e di visibilità.

La pandemia ha dimostrato l’importanza dei canali digitali, credo che il   Festival  debba investire in questi nuovi strumenti  per renderlo “visibile” e “vivibile” in tutto il mondo ampliando il suo ruolo di promozione culturale della città.

 Spoleto ha la fortuna di possedere Musei di grande importanza in grado di ospitare mostre di valenza nazionale; sarà mia cura cercare una collaborazione con i competenti organi regionali  affinché nel caso di mostre particolari diffuse sul territorio vengano utilizzati anche i Musei cittadini.

Mi propongo anche una maggiore valorizzazione della Rocca, uno dei monumenti più visitati rendendola più attrattiva per Mostre, Convegni ecc. Naturalmente questo implica una maggiore  offerta di servizi come un ampliamento degli orari di apertura, anche nei giorni festivi durante tutto  l’anno, e una maggiore fruibilità degli impianti di mobilità alternativa.

In molte città dell’Umbria (Narni, Todi, Assisi, Orvieto ecc.)  è, ancora oggi  esistente  una Rocca, indubbiamente quella di Spoleto  è  la più importante e la meglio conservata; intendo quindi proporre la realizzazione di un percorso culturale che, partendo da Spoleto, consenta la visita di tutte le Rocce presenti nella regione.

Ritengo importante l’avvio del progetto “Spoleto città del Cinema”, attirando con investimenti e condizioni di favore  le produzioni televisive e cinematografiche che vorranno proporre Spoleto come sede delle fiction e film cinematografici. A tal fine si potrebbe concedere  l’utilizzo in comodato d’uso gratuito di capannoni e proprietà del Comune di Spoleto, con in cambio l’impegno di assumere manodopera locale, figuranti e promuovere il territorio.

Per sostenere una maggiore divulgazione della cultura cinematografica in città di favorire gli investimenti privati per  la realizzazione a Spoleto di una  sala multicinema.

Ho notato che, talvolta, si è registrato un soprapporsi di eventi culturali negli stessi periodi dell’anno, mentre in altri non c’è alcuna manifestazione. Per evitare questo inconveniente ritengo necessario concordare  una  programmazione  con il Festival, il Teatro Lirico e tutte le agenzie e associazioni che promuovono eventi al fine di una distribuzione più razionali degli stessi.

Scuola

Spoleto vive la piaga del calo demografico e dell’invecchiamento della popolazione spoletina che supera ormai i livelli regionali e nazionali,  ma anche l’emorragia di giovani che sempre più spesso lasciano la città depotenziandola sotto l’aspetto culturale ed economico.  Ritendo quindi necessario puntare sul futuro dei giovani spoletini, offrendo le migliori condizioni e conoscenze per poter restare e investire nel proprio futuro a Spoleto. Mi propongo, se sarò eletto sindaco, di investire sulla scuola che rappresenta  un luogo di relazioni, il primo contesto sociale dove i ragazzi vivono la nascita e la crescita di una comunità variegata fatta di diversità che diventano ricchezza. La scuola è il luogo dove si sviluppano esperienza di socialità spontanea tra i ragazzi diventando luogo di inclusione e coesione sociale. La scuola come motore dell’ascensore sociale , collante di una società e di una comunità che pensa al futuro.

Per questo intendo promuovere l’iniziativa “Scuole sempre aperte” cioè    una scuola aperta al territorio sotto un duplice aspetto: come formazione di una comunità educante territoriale  in quanto tutto ciò che riguarda la scuola dai suoi spazi, ritmi, orari deve essere letto nella consapevolezza che tutta la città è coinvolta tanto più fino a quando la pandemia non sarà cessata completamente. In questa ottica ritengo che la relazione tra scuola, comune e soggetti del privato sociale sia la chiave di volta perché la scuola possa funzionare. Ma scuola aperta è anche la messa a disposizione dei cittadini degli spazi scolastici, quasi un restituire la scuola al territorio perché possa diventare luogo di aggregazione e di inclusione aperta alla città e ai giovani, protagonisti, insieme alle associazioni culturali e di categoria del territorio, di progetti che possano far vivere le scuole e i loro impianti durante gli orari extra scolastici attraverso percorsi di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale, di orientamento scolastico, di educazione civica, di educazione alimentare, di conoscenza delle tradizioni, di promozione delle attività motorie e dello sport per tutti,  valorizzando e  investendo in modo particolare  su tutte quelle iniziative che  proverranno dai giovani.

Sarà mia cura cercare  la collaborazione con le Università per far nascere finalmente a Spoleto Master, Corsi Post Diploma, Corsi di Formazione, Corsi di Laurea affini alle peculiarità del nostro territorio (prevalentemente legati a Spettacolo e Maestranze dello Spettacolo, Turismo, Tutela Ambientale, Beni Culturali, Artigianato artistico, Design, Agroalimentare…) che possano portare giovani studenti a studiare a Spoleto al pari di altre realtà umbre che  hanno ottenuto facoltà al loro interno come Assisi, Foligno, Orte e Terni.

Anche a Spoleto si registra una carenza della scuole per l’infanzia, ogni anno la domanda supera l’offerta, pertanto Intendo reperire fondi per la realizzazione di nuove scuole  per rispondere completamente alle esigenze delle famiglie.

Vorrei anche, in accordo con l’Usr , la Dirigenza scolastica e nel rispetto della autonomia  delle singole scuole, favorire delle innovazioni come la realizzazione delle aule a cielo aperto, dove i bambini possono fare esperienze e apprendere a contatto con la natura, mettendo a disposizione delle scuole luoghi oggi lasciati nel degrado come la striscia di  terra sottostante  via delle Montarozze e confinante con  lo stadio comunale, ma anche cercando la collaborazione con la Fattoria sociale e con gli orti degli anziani al fine  di favorire un incontro tra generazioni.  Intendo potenziare anche i campus estivi non solo per dare un aiuto alle famiglie che, per  motivi di lavoro, hanno problemi nella gestione dei figli, ma anche perché il campus rappresenta il luogo dove i  bambini possono socializzare, fare esperienze diverse ed esercitare la loro creatività.

Altra criticità che richiede un intervento immediato  è quella della edilizia scolastica.

 Mentre altre città con determinazione e velocità hanno saputo cogliere gli investimenti per la ricostruzione dell’edilizia scolastica, Spoleto per troppo tempo ha improvvisato soluzioni alternative e contradditorie tra di esse lasciando ancora oggi le famiglie e gli studenti senza un rinnovato patrimonio edilizio scolastico. La debolezza del dibattito, tutto incentrato su ipotesi progettuali, mai supportate da un livello di pianificazione strategica generale, non ha prodotto alcun esito dal punto di vista delle soluzioni. La mancanza di progettualità e soprattutto di pianificazione ha penalizzato il livello decisionale che non ha saputo cogliere l’occasione degli investimenti milionari per l’edilizia scolastica che va rinnovata, resa moderna, sicura, accogliente.

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole la Media di Baiano è ancora senza una sede e non sono iniziati i lavori di adeguamento. Con colpevole ritardo è iniziata, senza esito, la ricerca di un immobile alternativo; sempre in ritardo sono stai chiesti al Miur 300mila euro per l’acquisto  di moduli prefabbricati che non arriveranno comunque in tempo per l’inizio dell’anno scolastico, e per i quali non  è stata ancora individuata l’area dove collocarli.

L’oratorio di San Giovanni di Baiano sembra sarà la sede provvisoria per la primaria che deve ancora essere demolita e poi ricostruita.

Ancora più surreale la situazione della primaria di Beroide in quanto sono stati persi 1/3 dei finanziamenti erogati.

Considero anche da rivedere l’ipotesi di trasferire il Liceo psico-pedagogico nella vecchia sede del Liceo scientifico, la prossima apertura di un secondo supermercato nella zona renderà già problematica la situazione del traffico soprattutto nelle ore di punta.

Sarà pertanto mia cura provvedere, nel minor tempo possibile,   utilizzando, i fondi del terremoto e  quelli ministeriali,  all’adeguamento al rischio sismico e alla ricostruzione delle diverse realtà scolastiche, sia comunali che provinciali; in particolare  punterò su una co-progettazione con scuole e territorio, per la creazione di spazi pensati per la didattica innovativa e aperti al territorio.

Oltre ad  accelerare con urgenza la ricostruzione degli edifici ritengo anche necessario  sostenere l’ampliamento dell’offerta formativa in sede provinciale e regionale, per creare nuovi corsi legati alle esigenze del territorio e al  suo sviluppo, arginando quel pericoloso fenomeno che vede, negli ultimi anni, molti studenti spoletini rivolgersi alle offerte formative di altre città  impoverendo così Spoleto di opportunità.  L’orientamento scolastico deve per questo divenire la chiave di volta per arricchire la consapevolezza dei nostri ragazzi sul loro futuro a Spoleto: orientamento scolastico e lavorativo al fine di promuovere progetti che, fin dalla scuola primaria, possano far conoscere ai ragazzi le proprie capacità e talenti e che favoriscano la conoscenza delle realtà e opportunità del nostro territorio. A questo scopo, si può puntare su quanto la didattica a distanza ha consolidato e potenziato; le piattaforme web, i social, possono divenire valido strumento per organizzare viaggi virtuali nel mondo produttivo e imprenditoriale.  L’Amministrazione Comunale si impegnerà in ogni modo affinché promuovere lo sviluppo delle competenze diventi compito non solo della scuola ma di tutta la comunità educante, con il coinvolgimento attivo delle famiglie e del mondo civile

Politiche per i giovani

Intento prioritario per quanto attiene alle politiche giovanili è quello di rendere i giovani protagonisti della vita della città e delle iniziative che li riguardano attraverso la costituzione di una “Consulta dei giovani” che avrà lo scopo di suggerire iniziative, ma anche dare il proprio parere su alcune  scelte della amministrazione comunale.

A tal fine intendo anche favorire l’istituzione dei “Consigli territoriali di zona”, come previsto dallo Statuto comunale, dove i giovani fin dai 16 anni potranno interessarsi in maniera attiva alla vita politica e amministrativa del proprio quartiere e della città

Desidero  anche promuovere la realizzazione di “Cantieri artistici” che consentano ai giovani di poter esprimere in maniera costruttiva la loro creatività attraverso la realizzazione di  mostre, ma, soprattutto, attraverso forme di arte urbana che consenta di riqualificare zone degradate della città o anche zone tipiche come gli “Orti urbani” che grazie a questa iniziativa potrebbero prendere “nuovi colori” e nuovo significato. Credo che così  i giovani si possano sentire responsabili dell’arredo urbano di Spoleto, della sua cura e tutela, diventando  partecipi della ripresa di “vita” di interi quartieri.

E’ mia intenzione  incentivare, attraverso contributi e sgravi sulle tasse comunali, l’utilizzo di spazi, oggi privi di destinazione, per la realizzazione di locali dedicati ai giovani (discoteche, pub, centri di aggregazione giovanile) dove venga sottoscritto un protocollo di intesa con il Comune, contro lo “sballo”, per prevenire abuso di alcol, droghe, fumo e gioco d’azzardo, luoghi che possano divenire attrattivi per i giovani di tutta l’Umbria e che promuovano un modo sano di divertimento nella nostra città.

Proprio per prevenire comportamenti negativi intendo cercare la collaborazione  della Usl e dei dirigenti scolastici  delle scuole secondarie per promuovere periodici incontri con  gli studenti per evitare il sorgere di fenomeni di bullismo e informarli sulle conseguenze fisiche e psichiche  dell’abuso di alcol e droghe.

 Come previsto nel capitolo relativo allo Sport, intendo incentivare ’iscrizione alle società sportive tramite i “Voucher Sport”.

Sappiamo tutti che oggi i giovani sono costretti a fuggire da una città che  mortifica le loro aspettative umane e occupazionali costringendoli a cercare  lavoro in realtà urbane più dinamiche che permettono la valorizzazione delle loro competenze e capacità intellettuali.

Per impedire questa emorragia ritengo utile  elaborare un piano strategico per l’occupazione giovanile in raccordo con le forze economiche del territorio per una ottimale utilizzazione dei fondi comunitari che arriveranno garantendo una assoluta trasparenza  sulla gestione dei fondi stessi.

Andranno varati progetti pubblico-privati di intrinseco valore sociale, ambientale ed educativo  anche al fine di colmare il ritardo tecnologico.

Mi impegno, inoltre, affinché I giovani imprenditori (under 35) ricevano dei contributi da parte del Comune per pagare l’affitto degli spazi di Co-Working e rendere accessibili tali utili strutture anche a quei giovani professionisti o imprenditori che ancora non possono permettersi una sede, favorendo inoltre l’interscambio di know-how tra giovani imprenditori.

Turismo

L’0rganizzazione mondiale del turismo ha stimato che nel 2030 ci sarà un flusso turistico di circa 1.8 miliardi di persone.

Ritengo che compito della prossima amministrazione  sarà anche quello di determinare le condizioni per rendere sempre più attrattiva la nostra città;  per questo ho deciso di realizzare un assessorato autonomo al turismo, separandolo dal settore cultura, formando anche due strutture separate.

Spoleto ha un sistema di mobilità alternativa, realizzato in massima parte durante il mio precedente impegno amministrativo come assessore, che consente  una efficace comunicazione interna, 1500 parcheggi a ridosso del centro storico, strutture alberghiere ed extra alberghiere in grado di soddisfare qualsiasi esigenza. Ci sono quindi le condizioni di base per il decollo turistico della città.

Numerosi studi di settore evidenziano che oggi il turismo sta cambiando, non è più incentrato prevalentemente  sulla visita ai Musei, alle chiese, ai monumenti delle città d’arte, ma va alla ricerca dello spirito dei luoghi attraverso la conoscenza degli usi, dei costumi, delle tradizioni, del tessuto artigianale, delle eccellenze agroalimentari:  dalla fisicità dei luoghi alla fisicità della comunità.

Ritengo pertanto importante cercare di potenziare tutte quelle strutture in grado di far conoscere , attraverso idonei percorsi, l’unicità e l’anima di Spoleto, non solo  la sua bella veste esteriore.

A questo scopo sarebbe importante riuscire ad organizzare mini corsi per turisti in modo da approfondire la conoscenza delle nostre eccellenze agro alimentari e insegnare loro le ricette per preparare i nostri piatti tradizionali, sarebbe un ricordo molto più vivo di Spoleto, una volta tornati a casa, delle foto o dei souvenir.

Spoleto deve diventare un polo di attrazione per il turismo legato ai convegni avendo a disposizione una elevata recettività alberghiera ed extra alberghiera, parcheggi e spazi idonei per convegni e congressi. Pertanto intendo verificare immediatamente se sussistono le condizioni per diminuire la tassa di soggiorno e il costo dei parcheggi. Intendo proporre la gratuità dei parcheggi blu dalle 20 fino alle 8 almeno durante il periodo invernale e dalle 20 del sabato fino alle 8 del lunedì ed instituire i parcheggi rosa  per le donne in gravidanza e le neo mamme.

Per migliorare l’offerta turistica, ma anche per programmare un calendario annuale delle manifestazioni ed evitare sovrapposizioni, ritengo corretto instaurare un rapporto di fattiva collaborazione con le associazioni di volontariato che hanno come finalità la promozione del territorio supportandole nella realizzazione di manifestazioni  collaudate a forte valenza turistica.

Inoltre ritengo opportuno migliorare l’offerta dei servizi   igienici, anche attraverso l’installazione di bagni a gettone, e un potenziamento della segnaletica stradale e turistica soprattutto nel centro storico.

Un ruolo importante per l’offerta turistica può essere svolto dalle frazioni.

Ho già espresso la mia volontà di procedere, in tempi brevi, alla riqualificazione delle frazioni non solo per migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti ma anche per inserirle nei percorsi turistici. I piccoli borghi esercitano oggi un forte fascino; le frazioni, con i loro castelli, le bellissime chiese, anche campestri e montane, il perpetuare di alcune tradizioni  e aspetti economici legati al passato,  possono essere inserite valorizzate e diventare luoghi di attrazione turistica.

Intendo potenziare anche il turismo green.

La pista ciclabile versa oggi in un pietoso con la vegetazione che, in alcuni punti, ostruisce parzialmente la pista stessa; manca, inoltre, la separazione, presente  in tutte piste analoghe, una divisione tra la corsia destinata ai ciclisti e quella per i pedoni che sempre più numerosi la  utilizzano.

Intendo anche verificare l’ipotesi di  prolungare il tracciato fino alla diga di Arezzo, attraverso le zone dell’alta Marroggia per ricongiungersi al terminal delle mattonelle a Pontebari per favorire un turismo itinerante.

Il  vecchio tracciato della ferrovia  Spoleto Norcia, gioiello di ingegneria con i suoi arditi ponti e le sue gallerie,  è oggi sottoutilizzato e ancora poco conosciuto. Ritengo  importante attivare una azione di promozione della ferrovia inserendola nei circuiti  delle ferrovia dismesse esistenti in Italia; inoltre in accordo con i comuni della Valnerina, situati lungo il percorso, e con la collaborazione delle Pro Loco intendo promuovere trekking uniti alla visita dei borghi e alla degustazioni  dei prodotti locali.

Oggetto di valorizzazione sarà Monteluco, la spiaggia degli spoletini, lasciata in uno stato di degrado; per renderlo maggiormente fruibile intendo dotarlo di tutti i servizi necessari, migliorare gli arredi, ma anche, in sinergia con il Cai e le associazioni che organizzano trekking, promuovere la valorizzazione dei sentieri che partono da Monteluco.

Merita anche una maggiore considerazione l’intera Valle spoletina, con le sue coltivazioni tipiche tradizionali, come l’olio, il tartufo e lo zafferano fondamentali per l’economia agricola; un ambiente agrario di qualità che riveste grande interesse ai fini ecologici e produttivi è rilevante per lo sviluppo del turismo rurale.

Sport

Il Consiglio d’Europa a Rodi nel1992 ha definito lo sport come “ Qualsiasi forma di attività fisica che, mediante una partecipazione organizzata o meno, abbia come obiettivo il miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali o ilo conseguimento di risultati nel corso di competizioni a tutti i livelli.”

L’esercizio di una qualsiasi attività sportiva è quindi fondamentale sia per i giovani in quanto trasmette valori come il rispetto per gli altri e la capacità di lavorare insieme, incrementa  la autostima e induce a migliorarsi continuamente, ma anche per le persone adulte, e,  soprattutto per gli anziani  che attraverso la pratica sportiva migliorano i propri stili di vita e il benessere fisico.

Spoleto ha la fortuna di avere numerose società sportive dal settore della boxe, al calcio, dal nuoto alla atletica leggera ecc.

Purtroppo non sempre le amministrazione comunali hanno compreso la loro importanza e talvolta le hanno ostacolate nella loro attività.

Ritengo necessario instaurare un rapporto diverso con tutte le associazioni prima di tutto cercando di sostenere quelle più in difficoltà economiche  almeno per i primi anni di ripresa nel post-covid, offrendo in comodato d’uso gratuito (tolti i costi delle spese vive di utilizzo) tutte le palestre alle società sportive che svolgono regolarmente dei campionati di rilevanza nazionale, garantendo una più equa distribuzione degli impianti – e della qualità degli stessi – sulla base del livello dei campionati disputati dalle varie associazioni, rivedendo il regolamento comunale sull’affidamento degli impianti.

Alle associazioni sportive prive di una sede, il Comune offrirà la possibilità di utilizzare in comodato d’uso gratuito alcuni locali comunali non utilizzati in cambio della manutenzione ordinaria degli impianti stessi.

Ma lo sport può rappresentare anche una ricchezza per la città in termini economici attraverso lo svolgimento di manifestazioni a livello regionale e nazionale.

Perché ciò avvenga è necessario che la città si doti degli impianti necessari; se sarò eletto sindaco provvederò  al completamento del Palatenda, all’adeguamento della vasca natatoria e degli impianti della piscina  agli standard nazionali e al completo rifacimento della pista di atletica che con le sue otto corsie, attualmente in massimo degrado, ha rappresentato una realtà unica nell’Italia centrale negli anni passati.

Intendo inoltre collaborare attivamente con le associazioni che da tempo organizzano la “Spoleto-Norcia in MBT” che ha il merito, oltre a quelli di carattere sportivo, di far convergere sulla nostra città tantissime persone.

Sviluppo economico

Spoleto attraversa una fase di recessione economica resa più acuta dalla pandemia. Per uscire da tale situazione credo sia necessario consolidare e allargare la base produttiva, stimolare una più intensa crescita mettendo in campo politiche e strumenti in grado di rafforzare gli elementi di sistema e accrescere la produttività. In tal modo si potrà ottenere un incremento delle opportunità lavorative nel contesto di uno sviluppo economico che si esplica anche in una gestione più efficace della spesa pubblica senza diminuire i servizi.

Ritengo pertanto opportuno proporre  cinque indicazioni di politiche e orientamenti, dai quali far discendere approcci e strumenti da assumere e mettere subito in campo.

INDICAZIONI E ORIENTAMENTI

Promuovere e potenziare sin dalla fase di definizione delle politiche il ruolo delle città e dei comuni.

Le città ed i comuni che sono gli utilizzatori finali delle risorse comunitarie, hanno avuto nei precedenti cicli di programmazione un livello di coinvolgimento del tutto insoddisfacente.  Ritengo quindi molto importante che nella definizione dei vari Programmi operativi regionali siano individuati percorsi partecipativi e negoziali (non formali) in linea con le esigenze e le problematiche delle comunità che beneficeranno dei contributi. Intendo  proporre che i tavoli partenariali attivati in relazione ai 5 obiettivi strategici del nuovo regolamento comunitario, siano dalla Regione Umbria tenuti in funzione anche nella fase di definizione del Piano strategico alla base del nuovo POR, dove le Amministrazioni comunali trovino spazi di proposizione.

Integrare le politiche di coesione e le politiche nazionali per la città.

Le città si propongono come caposaldi dell’economia della conoscenza e dell’informazione, con un importante ruolo di terza missione delle università come catalizzatore dei milieu locali per le attività di ricerca e innovazione. Per dare sostegno alle economie urbane e dei servizi sarà alle cittànecessario riconoscere un distinguibile ruolo nel ciclo 2021-2027, e promuovere una più elevata integrazione fra le politiche di sviluppo e coesione e le politiche nazionali e locali, in particolare fra lo Sviluppo Urbano Sostenibile e le politiche per le periferie e le aree urbane. In particolare occorre prevedere la complementarietà fra le risorse della programmazione 2021-2027, le risorse ordinarie e le risorse straordinarie messe a disposizione dal Recovery Plan, ovvero dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). In questo quadro saranno centrali le tematiche della sostenibilità urbana (lotta ai cambiamenti climatici, infrastrutture blu e verdi, risparmio energetico e sicurezza) e delle smart cities. Una nuova generazione di programmi urbani complessi per creare quartieri sostenibili e intelligenti erogatori di servizi, qualità della vita e lavoro.

Definizione di un Documento Strategico-territoriale coerente con le linee programmatiche regionali (quindi europee e nazionali).

La dimensione territoriale della politica di coesione, già introdotta nell’attuale ciclo dei fondi comunitari, è rafforzata nella programmazione 2021-2027. L’art.22 della proposta di Regolamento generale (intitolato “Sviluppo territoriale integrato”) afferma che “lo Stato membro sostiene lo sviluppo territoriale integrato mediante strategie di sviluppo territoriale e locale.” Il tema della integrazione richiama il territorio sia come contesto, per la capacità della spazializzazione di costruire relazioni vivificanti fra i soggetti chiamati alla cooperazione, sia perché la gran parte delle risorse disponibili nelle zone a più elevato ritardo di sviluppo sono di natura territoriale (ecosistema, paesaggio, patrimonio culturale e storico-artistico, enogastronomia, ecc.). Penso che  il tema della spazializzazione delle politiche di sviluppo sia quindi centrale e deve portare ad individuare sia strategie territoriali di scala superiore, sia strategie locali di scala adeguata ai fenomeni di trasformazione in corso come l’area vasta, i territori di snodo, la intercomunalità, le Aree funzionali urbane.  In particolare ritengo opportuno che il Comune si doti di un documento programmatico su base territoriale, una sorta di Documento Strategico Territoriale (DST), redatto  a partire dalla Strategia Nazionale Unitaria e dalle strategie e dai piani di settore regionali, per dare supporto alla costruzione di Piani d’Azione TerritorialiLocali che consentano di differenziare le politiche di sviluppo e coesione sulla base delle specificità e delle risorse locali e che facilitino la definizione delle strategie delle amministrazioni locali.  Una “visione” di medio periodo, finalizzata a utilizzare efficacemente le risorse comunitarie destinate alla città, al territorio e all’ambiente. La redazione del DST può in particolare risolvere la conflittualità con la pianificazione di settore e dare certezza di risorse e di tempi di programmazione e attuazione ai Piani d’Azione.

La necessità di una visione-strategia territoriale per il territorio e la città.

Ho contezza che  le città e le autorità locali, come per altro richiesto dalla stessa UE nell’art. 23 della proposta di Regolamento generale, dovranno assumere un ruolo di primo piano nella definizione delle proprie strategie territoriali che non si dovranno limitare alla corretta ed efficace spesa delle risorse previste nell’obiettivo strategico al punto successivo (che prevedono la redazione di ITI o di CLLD o strumento nazionale da definire), ma anche di quelle destinate agli investimenti blu e verdi, alla lotta ai cambiamenti climatici, alla prevenzione dei rischi, alla mobilità sostenibile, alla innovazione ed al sociale, previsti negli altri obiettivi strategici.  Le città ed i comuni delle aree interne, quindi, a partire dal DST elaborato, dovrebbero misurarsi nella costruzione di una visione/strategia territoriale di medio periodo, possibilmente di area vasta, quindi con il coinvolgimento di più enti, la cui redazione implica un salto di qualità delle amministrazioni pubbliche e dei saperi in essa incardinati, che devono uscire dai propri recinti, mettersi in discussione e cooperare per l’interesse pubblico e per utilizzare adeguatamente ed efficacemente le risorse disponibili.

Saldare programmazione economica e pianificazione territoriale.

Intendo ribadire  la necessità di una coerenza fra politiche e piani; gli strumenti di pianificazione territoriale e le loro politiche sono troppo spesso separati dalla politica di coesione e da altre politiche di settore, entrando così spesso in conflitto. Con il DST va invertita l’attuale sequenza, nella quale i sistemi di pianificazione territoriale mainstream non guidano gli investimenti della politica di coesione, ma entrano in gioco principalmente nella successiva fase di regolamentazione. Inoltre, sebbene sia possibile che i progetti siano coerenti con le priorità d’investimento della politica di coesione e anche conformi alle indicazioni della pianificazione territoriale, è necessaria un’azione più concertata per utilizzare efficacemente la capacità dei sistemi di pianificazione di ottenere un valore aggiunto nella progettazione e nella realizzazione dei progetti.

Le linee di azione riconducibili ai cinque orientamenti appaiono complessi, ma ritengo debbano essere contemplati soprattutto nella sfida che attende la prossima attuazione del PNRR. Di per sé lo strumento e le risorse che verranno messe a disposizione non potranno essere interpretate come la “panacea di tutti i mali”, come la soluzione alla molteplicità dei problemi che attanagliano il territorio di Spoleto. Quelle risorse non potranno essere “spese” se non a fronte di idee e programmi chiari, in grado di saldare la programmazione economica con le esigenze del territorio.

In relazione a quanto premesso ritengo  necessario approntare, in tempi brevi,  un documento strategico territoriale di programmazione che metta in evidenza:

Connessioni infrastrutturali materiali e immateriali

Investimenti blu e green

Qualità dell’abitare, dello spazio pubblico, del sistema delle relazioni territoriali, del sistema policentrico dei “borghi” e delle frazioni, diffusione capillare dei servizi su scala territoriale-comunale

Sviluppo aree produttive sull’economia della conoscenza e della cultura

Investimenti blu e green rappresentano gli investimenti territoriali del futuro.

Dalla programmazione del prossimo settennato dei fondi strutturali al PNRR è possibile desumere che l’Europa e l’Italia puntano ad essere più green. Per il territorio di Spoleto cercherò di  attivare una politica di investimenti sulla qualificazione energetica e ambientale in chiave ecologica del sistema insediativo pubblico (scuole, attrezzature per lo sport, edifici pubblici) e investimenti per la creazione di aree industrialiecologicamente attrezzate, soprattutto per quelle aree produttive che vertono in stato di abbandono e degrado e che rappresentano elementi di rilancio socio-economico e di attrattività per le imprese. Processi di forestazione urbana, telai di infrastrutture verdi e blu, qualificazione in chiave paesaggistica e ambientale di spazi e attrezzature pubbliche rappresentano le chiavi per garantire qualità della vita e attrattività del territorio oltre che leve importanti per il lavoro e l’insediamento di nuove attività.

 Il sistema insediativo policentrico caratterizza il nostro paese in particolare la nostra Regione e più ancora il territorio comunale con radici storiche importanti che vedono il centro di Spoleto con il suo sistema di borghi, castelli, fortezze, centri e nuclei storici di enorme interesse. Questo sistema accoglie la vita di molti cittadini, rappresenta le radici del territorio: le frazioni troppo spesso sono abbandonate a se stesse come se non facessero parte del “Comune di Spoleto”. La politica del rilancio e della valorizzazione dei borghi, dei piccoli centri è al centro del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza e risulta strategico per il rilancio del territorio di Spoleto. La qualità dell’abitare è stato al centro di un Bando nazionale del MIT che ha portato in Umbria 75 milioni di euro per la rigenerazione urbana. Su questa linea, se sarò eletto sindaco,  il Comune di Spoleto, uno dei più importanti dell’Umbria, dovrà giocare la sua partita.

Le aree produttive vertono in uno stato di degrado e abbandono frutto di una crisi che sembra non cessare. Nel mio precedente incarico amministrativo ho investito su aree produttive che è stata abbandonata. Ritengo che per il rilancio del territorio ci sia un estremo bisogno di investire sul lavoro: gli investimenti territoriali accompagnano il lavoro e il sistema delle imprese. Gli strumenti ci sono vanno attivati.

Anche il  Master plan della Valnerina e Spoleto da combinare con i Contratti Istituzionali di Sviluppo – CIS, strumenti già dotati di fondi e risorse, può rappresentare lo strumento per il perseguimento di quanto sopra espresso attraverso le sue  direttrici chiave per lo sviluppo delle aree colpite dagli eventi sismici del 2016 sono così individuate:

a) lo sviluppo integrato dell’ambiente rurale;

b) la valorizzazione dell’ambiente naturale;

c) il sistema integrato turismo – ambiente cultura;

d) la crescita del sistema delle imprese manifatturiere dei servizi.

Nel MPS, quali direttrici di accompagnamento, sono previste:

a) la qualità della vita e il sistema dei servizi;

b) la mobilità sostenibile e le reti di trasporto;

c) la riqualificazione delle aree interessate da insediamenti realizzati in emergenza.

Progetti e occasioni mancate

Negli ultimi anni, almeno per il periodo compreso tra le ultime due amministrazioni comunali, la città non ha saputo cogliere una serie di occasioni, legate ad investimenti per la città.

A. Ricostruzione e edilizia scolastica

B. Riqualificazione di paesaggi critici

C. Servizi culturali e innovazione sociale

D. Riqualificazione di spazi e attrezzature di servizio – investimenti sul risparmio energetico

E. Rigenerazione urbana

 Mentre altre città con determinazione e velocità hanno saputo cogliere gli investimenti per la ricostruzione dell’edilizia scolastica, Spoleto per troppo tempo ha improvvisato soluzioni alternative e contradditorie tra di esse lasciando ancora oggi le famiglie e gli studenti senza un rinnovato patrimonio edilizio scolastico. La debolezza del dibattito, tutto incentrato su ipotesi progettuali, mai supportate da un livello di pianificazione strategica generale, non ha prodotto alcun esito dal punto di vista delle soluzioni. La mancanza di progettualità e soprattutto di pianificazione ha penalizzato il livello decisionale che non ha saputo cogliere l’occasione degli investimenti milionari per l’edilizia scolastica che va rinnovata, resa moderna, sicura, accogliente,

B. Dal 2017 la Regione Umbria ha emanato avvisi competitivi a valere sul Programma per lo Sviluppo Rurale per la riqualificazione dei paesaggi critici con stanziamenti per un ammontare di più di 20 milioni di euro: ne hanno beneficiato città piccole e grandi, dalla vicina Foligno, Trevi, Spello, Bevagna, Sellano, San Giustino, Todi, Allerona e altre ancora sull’annualità del 2019. Spoleto poteva competere con un progetto di infrastruttura verde per il Torrente Tessino da rendere fruibile e pedonabile/ciclabile, ma non si è colta l’occasione, per un intervento di più di 1 milione di euro.

 Sempre a valere sul PSR 2014-2020 si è persa una occasione di investimento per il recupero dell’ex mattatoio dell’Aleandri, dove si sarebbe potuto insediare un soggetto associativo con un progetto di innovazione sociale per la realizzazione di un hub culturale. L’amministrazione non ha creduto nell’opportunità e non ha proceduto alla possibilità di concedere in uso il bene senza oneri perdendo l’occasione di un suo riuso e restauro.

Sicurezza

La pandemia ha modificato gli stili di vita e i luoghi di socializzazione soprattutto dei giovani. Mentre negli anni precedenti veniva preferita la parte bassa della città intorno a Corso Garibaldi   oggi si preferisce l’acropoli che è diventata anche il  luogo della movida con effetti disastrosi.

 Purtroppo per colpa di pochi balordi, che non hanno alcun rispetto per se stessi, per gli altri e per le cose, Piazza del Mercato, il salotto buono della città meta preferita anche dai turisti, nelle ore notturne viene  trasformata in una latrina a cielo aperto,  gli arredi urbani distrutti e gli abitanti infastiditi da schiamazzi incontrollati fino alle prime luci dell’alba. 

Analoga situazione si presenta anche in alcune frazione come lamentato dai residenti.

Non ho nulla contro il rito della apericena, riconosco la necessità delle persone di socializzare dopo mesi di isolamento, non condivido che si trasformi in “sballo” con abuso di alcol anche da parte di minorenni, e assunzione di droghe.

Le leggi per arginare questo fenomeno comune in tutte le città ci sono, ma ho l’impressione che anche a Spoleto si è agito come in altre centri imponendone il rispetto delle regole agli esercenti dei servizi pubblici (bar, ristoranti ecc.) mentre si è stati molto più permissivi nei confronti degli utenti.

Ritengo che questo atteggiamento vada modificato, va salvaguardato il diritto al divertimento e alla socializzazione ma nel rispetto delle regole da parte di tutti, unendo la repressione alla prevenzione.

Ho già espresso la mia intenzione di proporre incontri nelle scuole secondarie per promuovere la cultura del benessere tra i giovani; ritengo però opportuno coinvolgere anche i genitori  organizzando incontri con esperti e personale del settore del sociale sugli effetti degli abusi, ma anche  instituendo  uno “sportello genitori” nel quale troveranno uno psicologo al quale esporre i loro problemi educativi.

Intendo anche convocare le forze dell’ordine per stabilire un piano di azione  per reprimere il fenomeno dello sballo incontrollato; se sarà necessario chiederò  anche l’intervento dei militari per presidiare i punti nevralgici della città e restituirla quindi sicura ai cittadini.

Ritengo però che la vera difesa della città sia rappresentata proprio dai cittadini che, insieme alle tante associazioni di volontariato che operano sul territorio possono renderla sempre più inclusiva e solidale.  Mi riferisco in modo particolare alle tante Proloco che operano sul territorio e che vorrei incontrare appena eletto sindaco per stabilire una costruttiva collaborazione nell’interesse della città. Soprattutto nelle frazioni le Proloco provvedono alla gestione del verde attrezzato, dimenticato dalle amministrazioni, offrendo ai cittadini spazi di svago e socializzazione che migliorano la vivibilità dei luoghi. A tal fine ritengo opportuno programmare un bilancio partecipato, concedere cioè una piccola cifra annuale che comitati di quartiere o proloco possono gestire in maniera autonoma. Ritengo opportuno ripristinare i Consigli territoriali di zona, organi elettivi  di partecipazione, di consultazione   ed eventuale decentramento nella gestione dei servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal Comune.

Per migliorare la vivibilità e la sicurezza del centro storico, se sarò eletto sindaco, mi propongo di porre un freno all’ormai decennale spopolamento determinando le condizioni per renderlo attrattivo attraverso una serie di aiuti   come incentivi per chi affitta appartamenti a lungo termine a famiglie con bambini e disincentivi per coloro che mantengono le case di proprietà chiuse; la realizzazione di spazi per bambini e la promozione di servizi di cura per l’infanzia; il ritorno delle sedi scolastiche nel centro storico  e la realizzazione dei percorsi di sicurezza, pedibus, per permettere ai bambini di andare a scuola in maniera autonoma.

Per incrementare il senso di appartenenza alla città si potrebbe anche affidare alla gestione diretta dei cittadini alcuni spazi specifici come un giardino un vicolo ecc.  già oggi alcuni tra i vicoli e gli spazi urbani più curati sono opera di privati.

Sarà mi cura provvedere anche ad un rafforzamento dei sistemi di video sorveglianza.

Sempre nell’ottica di un incremento demografico ritengo opportuno dare incentivi nei primi tre anni di attività a tutti gli esercizi commerciali che vorranno insediarsi nel centro storico.

 Voglio ricordare che i commercianti rappresentano una parte importante dell’economia della nostra città e vanno tutelati e supportati nelle loro iniziative o attraverso proposte di stimolo del Comune stesso. Se andrò al governo della città farò in modo che il Comune si faccia carico,  attraverso politiche di Marketing Territoriale, di promuovere iniziative volte alla valorizzazione dell’economia circolare, anche avvalendoci delle ultime tecnologie in ambito digital economy, ma anche della valorizzazione dei prodotti tipici.

Sviluppo urbano

Ritengo necessario  inquadrare le tematiche per il territorio, nel quadro delle politiche regionali, nazionali e comunitarie.

Per riattivare una politica organica per Spoleto e i suoi insediamenti urbani non si può prescindere dall’agenda programmatica comunitaria, nazionale e regionale, con la quale la prossima amministrazione dovrà dialogare e interagire.

So bene che i tavoli comunitari e nazionali assumono decisioni in relazione a percorsi e sedi che non corrispondono alla scala comunale, ma sono convinto che amministrare un territorio, piccolo o grande che sia, equivale a dialogare e interagire  attraverso percorsi di governance il più aperti e interscalari possibile.

Dialogare e interagire significa aprirsi alle realtà contermini, attivare percorsi partecipativi e di ascolto che consentano di presidiare quei tavoli istituzionali e non, che determinano i processi decisionali.

Le esperienze internazionali relative alle Capitali Verdi Europee e agli Ecoquartieri più innovativi testimoniano che i grandi motori del nuovo sviluppo urbano sono essenzialmente due:

1-la capacità dei luoghi di produrre lavoro (e quindi benessere) attraverso l’efficienza del sistema Paese in termini di infrastrutture adeguate, innovazione e cultura;

2-la capacità dei luoghi di esprimere un’alta qualità alla vita delle persone, in termini di qualità della residenza e dello spazio urbano che deve saper rispondere alla domanda di paesaggio di qualità, di sicurezza e resilienza.

 Ritengo pertanto opportuno  che la prossima amministrazione si doti  di uno strumento di pianificazionestrategica (DST come sopra descritto) snello, agile, pronto agli adattamenti che si impongono in momenti di grande cambiamento (resilienza) in grado di prefigurare azioni e interventi finanziabili, coerenti con le agende di cui sopra, frutto di processi partecipativi veri, corrispondenti ad un modello di governance differente, moderno e attuale, anche in ragione della già codificata governance del PNRR a livello centrale.

Mi propongo anche di superare nell’ambito del primo anno di amministrazione l’atavico immobilismo dettato da un PRG inesistente che determina un sostanziale blocco dell’attività edilizia, degli investimenti sul territorio e la fuga di imprese e investimenti. Tale immobilismo e scarsa efficacia della struttura tecnica comunale non aiuta neppure il grande fermento che ruota intorno agli incentivi fiscali per il restauro e risanamento del patrimonio edilizio privato

Da ciò nasce la convinzione che una nuova stagione che persegua una efficace e corretta evoluzione e gestione di sviluppo sostenibile dei nostri territori debba avere l’obiettivo di strutturare iniziative che permettano di ricondurre alla persona le regole e le dinamiche legate alle città e ai territori, ritenendo che la qualità dello spazio in cui si svolgono le nostre vite sia di primaria importanza e in grado di generare economia e cultura.